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2012-03-09 - PROGETTO PERU

Silvano Roi è stato in Peru ed ha avviato un progetto di applicazione del metodo Bra


Silvano Roi, National Faculty della nostra Associazione, è stato in Perù per un periodo di due mesi e mezzo e ha lavorato applicando il metodo Brain Gym con bambini che vivono in situazione di disabilità o di disagio. Attraverso una sintetica intervista, abbiamo raccolto la sua esperienza, molto significativa, tanto sul piano professionale quanto su quello umano. Come è nata la tua idea di vivere questa esperienza? L'idea deriva da un duplice desiderio e interesse: 1.Vivere un'esperienza di volontariato, che significa avere la possibilità di lavorare, mettendo a disposizione le mie specifiche competenze professionali, senza chiedere nulla in cambio, né denaro, né altro. 2.Sperimentare il metodo Brain Gym, praticandolo quotidianamente con ragazzi in situazione di disagio o diversamente abili. Puoi raccontarci gli elementi più significativi che sono emersi nella tua esperienza? Anzitutto la grande libertà professionale: non chiedere nulla in cambio del mio lavoro ha significato anche potermi muovere senza gli obblighi tradizionali, ad esempio nel rispetto dei tempi. La qualità del lavoro ne ha avvantaggiato molto, soprattutto in termini di profondità. Un altro elemento di grande significato è connesso alla modalità dell'esperienza. Mi sono trovato a lavorare in un Centro di accoglienza per bambini disabili e bambini poveri. Ho potuto condividere la realtà quotidiana nella sua interezza, dal momento che sono rimasto a vivere nel Centro. Anche il tempo di permanenza, di due mesi e mezzo, è stato motivo che ha dato spessore all'esperienza che ho vissuto. In quale contesto socio-economico e culturale hai operato? Il livello sociale economico e culturale della gente è naturalmente molto diverso da quello italiano. In Italia, la mia clientela appartiene prevalentemente a una fascia di livello economico medio-alto, e può permettersi di offrire ai propri bambini svariate opportunità per sviluppare la loro capacità di attenzione. Non è raro che un bambino italiano indossi dei vestiti il cui valore corrisponde allo stipendio mensile di un peruviano. La gente di questa zona vive in case col pavimento in terra battuta, senza acqua, senza alcuna possibilità di igiene, dove la cucina è costituita da un fuoco acceso in un angolo. Questi bambini non hanno una camera e, spesso, nemmeno un letto. Vivono in promiscuità con gli animali. Le condizioni igieniche sono molto al di sotto del minimo livello di accettabilità per noi. L'alimentazione è insufficiente. Una delle cose che mi ha più colpito è, ad esempio, il livello di carie dei bambini. Infatti, ogni bambino ha tutti i denti cariati, a causa dell'alimentazione e dell'igiene inadeguati. Quando questi bambini stanno male, stanno male e basta, nessuno li cura. Come ti sei organizzato per il tuo lavoro? A chi ti sei rivolto? Con i bambini ho fatto un lavoro sia individuale, sia di gruppo. Accanto a questo, ho condotto un importantissimo lavoro di formazione e supervisione di gruppi di adulti. Più in dettaglio, ho incominciato a lavorare a livello individuale con i bambini ospiti del Centro. Tra loro ci sono diversi disabili: bambini autistici, down, o con ritardo mentale e bambini disabili senza alcuna diagnosi. Con tutti è stato necessario fare un lavoro profondo sull'integrazione dei riflessi dinamici e posturali prima di poter cominciare ad applicare il metodo Brain Gym. Molti di loro non sono riusciti ad attivare completamente i loro schemi motori. La maggioranza di questi bambini, oltre all'attivazione dei riflessi, ha praticato la "Rimodellazione della Lateralità di Dennison". Infatti molti bambini del Centro avevano la difficoltà di incrociare la linea mediana per la lettura e scrittura, con consegueSilvano Roi, National Faculty della nostra Associazione, è stato in Perù per un periodo di due mesi e mezzo e ha lavorato applicando il metodo Brain Gym con bambini che vivono in situazione di disabilità o di disagio. Attraverso una sintetica intervista, abbiamo raccolto la sua esperienza, molto significativa, tanto sul piano professionale quanto su quello umano. Come è nata la tua idea di vivere questa esperienza? L'idea deriva da un duplice desiderio e interesse: 1.Vivere un'esperienza di volontariato, che significa avere la possibilità di lavorare, mettendo a disposizione le mie specifiche competenze professionali, senza chiedere nulla in cambio, né denaro, né altro. 2.Sperimentare il metodo Brain Gym, praticandolo quotidianamente con ragazzi in situazione di disagio o diversamente abili. Puoi raccontarci gli elementi più significativi che sono emersi nella tua esperienza? Anzitutto la grande libertà professionale: non chiedere nulla in cambio del mio lavoro ha significato anche potermi muovere senza gli obblighi tradizionali, ad esempio nel rispetto dei tempi. La qualità del lavoro ne ha avvantaggiato molto, soprattutto in termini di profondità. Un altro elemento di grande significato è connesso alla modalità dell'esperienza. Mi sono trovato a lavorare in un Centro di accoglienza per bambini disabili e bambini poveri. Ho potuto condividere la realtà quotidiana nella sua interezza, dal momento che sono rimasto a vivere nel Centro. Anche il tempo di permanenza, di due mesi e mezzo, è stato motivo che ha dato spessore all'esperienza che ho vissuto. In quale contesto socio-economico e culturale hai operato? Il livello sociale economico e culturale della gente è naturalmente molto diverso da quello italiano. In Italia, la mia clientela appartiene prevalentemente a una fascia di livello economico medio-alto, e può permettersi di offrire ai propri bambini svariate opportunità per sviluppare la loro capacità di attenzione. Non è raro che un bambino italiano indossi dei vestiti il cui valore corrisponde allo stipendio mensile di un peruviano. La gente di questa zona vive in case col pavimento in terra battuta, senza acqua, senza alcuna possibilità di igiene, dove la cucina è costituita da un fuoco acceso in un angolo. Questi bambini non hanno una camera e, spesso, nemmeno un letto. Vivono in promiscuità con gli animali. Le condizioni igieniche sono molto al di sotto del minimo livello di accettabilità per noi. L'alimentazione è insufficiente. Una delle cose che mi ha più colpito è, ad esempio, il livello di carie dei bambini. Infatti, ogni bambino ha tutti i denti cariati, a causa dell'alimentazione e dell'igiene inadeguati. Quando questi bambini stanno male, stanno male e basta, nessuno li cura. Come ti sei organizzato per il tuo lavoro? A chi ti sei rivolto? Con i bambini ho fatto un lavoro sia individuale, sia di gruppo. Accanto a questo, ho condotto un importantissimo lavoro di formazione e supervisione di gruppi di adulti. Più in dettaglio, ho incominciato a lavorare a livello individuale con i bambini ospiti del Centro. Tra loro ci sono diversi disabili: bambini autistici, down, o con ritardo mentale e bambini disabili senza alcuna diagnosi. Con tutti è stato necessario fare un lavoro profondo sull'integrazione dei riflessi dinamici e posturali prima di poter cominciare ad applicare il metodo Brain Gym. Molti di loro non sono riusciti ad attivare completamente i loro schemi motori. La maggioranza di questi bambini, oltre all'attivazione dei riflessi, ha praticato la "Rimodellazione della Lateralità di Dennison". Infatti molti bambini del Centro avevano la difficoltà di incrociare la linea mediana per la lettura e scrittura, con consegue


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